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WINCKELMANN A MILANO

[03.10.2017]

Biblioteca Braidense - Sala Maria Teresa

WINCKELMANN A MILANO


2 ottobre – 11 novembre 2017

Esposizione della Biblioteca Braidense e dell’Istituto Lombardo. Accademia di Scienze e Lettere
Curatori Aldo Coletto e Pierluigi Panza

Inaugurazione: Lunedì 2 ottobre ore 18,00
Orari: dal lunedì al venerdì 9,30 – ultimo ingresso ore 17,00 – sabato 9,30 – 13,00 – domenica chiusa
apertura straordinaria 8 ottobre per “Domeniche di carta” ore 14,30 – 18,00

Ingresso libero - Catalogo in mostra

Johann Joachim Winckelmann è stato un pioniere dello studio dell’Ellenismo e il primo studioso a tratteggiare la differenza tra arte greca, greco-romana e romana, e si può dire che sia stato il protagonista del recupero della tradizione greca nel XVIII secolo.
Pietra miliare dell'Illuminismo, gli scritti di Winckelmann hanno ispirato non solo una nuova scienza dell'archeologia e della storia dell'arte, ma la pittura, la scultura e la letteratura. La sua Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi (1764) è stato uno dei primi libri scritti in tedesco a diventare un classico europeo. A Roma, Winckelmann ebbe rapporti con l'architetto scozzese Robert Adam, che divenne poi protagonista del neoclassicismo dell'architettura inglese. Winckelmann sostiene che lo scopo di tutta l'arte è la bellezza e che questo scopo può essere raggiunto solo quando vengono mantenute le proporzioni ideali del corpo umano e quando particolari caratteristiche, come i muscoli e le vene, non rompono l'armonia globale. Questo approccio estetizzante verrà seriamente sfidato nel XX secolo con la nascita dell’Arte Moderna.
Winckelmann fu anche un bibliotecario. Nel 1748 fu nominato Segretario della biblioteca del conte Heinrich von Bünau a Nöthnitz, vicino a Dresda, una biblioteca che conteneva oltre 40.000 volumi. Winckelmann aveva già letto gli autori greci come Omero, Sofocle, Senofonte e Platone ma scoprì qui illuministi come Voltaire e Montesquieu.
Grazie ai finanziamenti ottenuti da Dresda, Winckelmann si recò a Roma. In origine aveva progettato di rimanere per soli due anni, ma la guerra dei Sette anni (1756-1763) lo portò ad estendere il suo soggiorno. In primo luogo venne nominato bibliotecario dal cardinale Passionei, impressionato dalla sua bella scrittura greca, e poi divenne bibliotecario del cardinale Archinto. Dopo la morte di quest’ultimo, Winckelmann fu chiamato come bibliotecario dal cardinale Albani, formando così la sua collezione di antichità nella Villa presso Porta Salaria.
Il duplice ruolo di Winckelmann non è una semplice coincidenza: è fondamentale capire l'uomo e la sua influenza. Proprio come il cuore di uno storico dell'arte è la collezione, l'anima del lavoro di un bibliotecario è il catalogo. Winckelmann era un maestro di entrambi. Come storico e conoscitore dell'arte Winckelmann era un maestro nelle attribuzioni e prestò grande attenzione alle opere dell'antichità come oggetti di indagine estetica e archeologica. Come bibliotecario, aveva grande passione per la documentazione accurata e portò la sua vasta esperienza bibliografica come sostegno della sua ricerca sull'arte antica. È questa rara fusione che rende la mostra di Winckelmann alla Biblioteca Braidense - il gioiello nel cuore del Palazzo di Brera e l'istituzione sorella della Pinacoteca - così significativa in occasione del 300mo anniversario, non solo della nascita di Winckelmann ma anche della fondatrice della Biblioteca, Maria Teresa d’Austria.

James Bradburne
direttore Pinacoteca di Brera

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