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Il giallo a Milano

[09.02.2017]

Il giallo a Milano
(come e perchè Holmes, Maigret e De Vincenzi si trovano a Brera)



Biblioteca Nazionale Braidense, Sala Maria Teresa
Milano via Brera 28
inaugurazione: 20 aprile ore 18.00
la mostra proseguirà fino al 6 maggio
orario della mostra
dal lunedi al sabato dalle 9.30 alle 13.30 - domenica chiuso


Saranno presenti all'inaugurazione
James M. Bradburne, Raffaele De Berti, Luisa Finocchi, Irene Piazzoni, Hans Tuzzi

Nell’ambito della prima edizione di Tempo di libri, la manifestazione dedicata all’editoria voluta dall’Associazione Italiana Editori, con l’appoggio del Comune di Milano, la Biblioteca Nazionale Braidense, il in collaborazione Centro Apice dell'Università degli studi di Milano, propone al pubblico la mostra curata da Raffaele De Berti (Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali Università degli studi di Milano) e Irene Piazzoni (Dipartimento di Studi storici Università degli studi di Milano), Luisa Finocchi (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondatori).
L’esposizione intende ripercorre l’avvincente avventura editoriale di questo genere letterario dal secondo Ottocento alla soglia degli anni cinquanta del Novecento, in una festa di titoli, di immagini, di colori, attingendo al patrimonio librario dei tre enti organizzatori.

1869: escono, pubblicate dalla Pirola, le Storie incredibili di Edgar Allan Poe tradotte da Baccio Emanuele Maineri, grande estimatore dello scrittore americano, tra le prime traduzioni di Poe in Italia. Da quel momento, l'editoria milanese diventa protagonista della diffusione del racconto poliziesco, giudiziario e del mistero, che sta allora muovendo i primi passi.
Nel tardo Ottocento sono gli editori più attenti al largo pubblico, in testa Treves e Sonzogno, a ospitare nelle loro collezioni le opere dei primi esponenti di questo genere, che finisce per prendere stanza anche nei periodici per le famiglie, come quelli pubblicati dal "Corriere della Sera", per poi strutturarsi dal punto di vista editoriale, dai primi anni del nuovo secolo, in un modello definito, corredato da un opportuno codice visivo.
In questa evoluzione, infatti, giocano un ruolo cruciale gli elementi paratestuali, come le soluzioni grafiche, le illustrazioni e, tanto più nel caso dei libri, le copertine, studiate per catturare l'occhio del lettore e, allo stesso tempo, per rendere immediatamente riconoscibile il genere: un cimento che metterà alla prova, con soluzioni talora di grande pregio e originalità, numerosissimi tra grafici e disegnatori.
Dal secondo decennio del Novecento Bietti e Sonzogno mettono a punto le prime serie e le prime collane specializzate: sono le "Avventure del poliziotto americano Ben Wilson", "I racconti misteriosi", "I romanzi polizieschi", le "Straordinarie avventure di Arsenio Lupin". Sono queste collane a preparare il terreno per l'exploit di Mondadori. Un momento dirimente, infatti, è il 1929, quando Arnoldo lancia la celebre collana che, dal colore della copertina, finirà per conferire il nome al genere nel nostro Paese. I "Gialli" Mondadori sono una felicissima intuizione, tanto che, da quel momento, saranno molti gli imitatori.
E quegli anni - gli anni trenta - segnano il boom del giallo. Editori grandi e piccoli riversano sul mercato una enorme messe di titoli - in libri, in dispense, in fascicoli - di autori tradotti e di autori nostrani, in un ventaglio molto articolato di proposte per qualità, target di pubblico, sfumature. Un fenomeno che non si esaurirà nel dopoguerra, anzi conoscerà, sulla scia della ripresa dei gialli mondadoriani, una nuova stagione.

Ingresso libero

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