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Ver Sacrum

[01.05.2004]

Ver sacrum.La rivista d’arte della Secessione viennese - 1898 - 1903
A cura di Marina Bressan e Marino De Grassi.
Inaugurazione: mercoledì 12 maggio 2004, ore 17.30

Durata: 13 maggio – 3 luglio 2004

Orario: Lunedì – Venerdì 9.30 – 18.00 Sabato: 9.30 – 13.00

Biblioteca Nazionale Braidense, Via Brera, 28 Milano – sala Maria Teresa

Catalogo: Editoriale Generali – Edizioni della Laguna (prezzo in mostra 45 euro)

Per informazioni: Claudia Romano (ufficio stampa, 02 86460907 545)

Con questa iniziativa la Biblioteca Nazionale Braidense partecipa alla VI Settimana della cultura (24 – 30 maggio 2004) promossa dal Ministero per i beni e le Attività culturali.

Presentazione
Ver Sacrum, la rivista austriaca uscita a Vienna fra il 1898 e il 1903 pubblicata in 120 fascicoli, fu la "palestra" e il "campo sperimentale" di quegli artisti e letterati che parteciparono alla Secessione viennese, il movimento artistico e culturale il cui più noto esponente fu Gustav Klimt. Nella Sala Maria Teresa della Braidense, per la prima volta, viene presentata al pubblico l'intera collezione della rivista. Gli artisti figurativi dell'Austria - si presentavano al pubblico con altissime velleità che potevano essere sintetizzate in tre parole: qualità, attualità e concezione raffinata dell'arte. Un'arte che necessariamente doveva essere internazionale e che bandiva ogni sorta di provincialismo. Il loro credo artistico veniva esplicitato nel primo numero della rivista del 1° gennaio 1898: "Siamo intenzionati a portare l'arte straniera a Vienna, perché possano trovare stimolo e motivazione non solo artisti, studiosi e collezionisti, ma anche il grande pubblico particolarmente sensibile all'arte, educandolo ad appropriarsi del senso estetico che è presente allo stato di istinto in ogni uomo, indirizzandolo alla bellezza e alla libertà di pensare e sentire". Un programma questo, che troverà la sua sintesi nell'iscrizione apposta sulla loro "casa", il palazzo della Secessione: "Ad ogni tempo la sua arte, ad ogni arte la sua libertà". Membri ordinari e corrispondenti provenivano da diversi Paesi europei, da Praga e Cracovia, da Monaco e Parigi, da Bruxelles e Londra.

Il nome della rivista "Ver Sacrum" - "Sacra primavera" era stato mutuato da una poesia di Ludwig Uhland. Chi prendeva in mano per la prima volta la rivista si rendeva conto di trovarsi di fronte ad un'impostazione nuovissima: innanzitutto il formato, quadrato, quell'immagine geometrica che diventerà la caratteristica della grafica di Josef Hoffmann e il formato prediletto dei quadri di Gustav Klimt. Quindi il carattere di "Gesamtkunstwerk" - opera d'arte totale - che distingueva radicalmente "Ver Sacrum" da tutte le altre riviste. Ogni numero doveva essere un'opera d'arte completa, compiuta in sé che rappresentasse la concezione secessionista dell'Associazione. La stessa impostazione artistica globale doveva mirare a un ideale superiore. Dal più piccolo decoro, ai colori, ai caratteri tipografici, alle illustrazioni, al testo, il tutto doveva riflettere l'idea collettiva, interpretato di volta in volta da un comitato di redazione formato da artisti e letterati sempre diversi. Una sorta di sperimentazione che ottenne risultati sorprendenti. Poeti e letterati che credevano nella "Wortkunst", nell'arte della parola, vedevano realizzata proprio in "Ver Sacrum" la fusione armoniosa di tutte le arti, dove il contenuto del testo non veniva concretamente illustrato dall'artista, ma colto nelle sue "vibrazioni", tradotte nel disegno "in intense allegorie di linee e colori". Anelito al bello, all'eletto, perché l'arte fiorisce "in giardini incantati avvolti di misteriosa quiete".