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Divine. Emilio Sommariva fotografo

[10.11.2004]

Martedì 23 novembre 2004, alle ore 17.30 nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense, Via Brera, 28 Milano, Armida Batori, Carlo Bertelli, Laura Gasparini con l'autrice hanno presentato il volume Divine. Emilio Sommariva fotografo. Opere scelte 1910 – 1930
a cura di Giovanna Ginex


Ufficio Stampa: Claudia Romano (02 86460907 545)

Presentazione
Il volume contiene una selezione tematica dell'attività di ritrattista di Emilio Sommariva, una tra le figure più significative nella storia della fotografia italiana sul quale ancora mancava uno studio monografico che, alla luce degli studi più recenti, restituisse l'autore alla sua grandezza internazionale.

Sommariva esegue riprese di paesaggio, di documentazione urbana, riproduzioni d'arte; ma sono i ritratti a dargli la massima fama. Fotografa aristocratici, esponenti di rilievo della borghesia e del mondo politico, protagonisti della cultura e delle arti, accanto alle grandi interpreti teatrali, alle dive del cinema muto, alle cantanti d'opera, alle stelle della danza.

Ritratti di straordinaria qualità fotografica e inedito valore storico-documentario, squarci raffinatissimi sulla storia del costume e della società internazionale, sui quali si appunta l'attenzione di questo primo volume monografico. Di quelle presenze esclusive nell'atelier dell'artista milanese è ora possibile rileggere l'intero percorso, dalle sequenze di posa, per lo più inedite, fino agli scatti scelti dall'autore per l'esecuzione di straordinarie stampe fotografiche realizzate con le tecniche della fotografica pittorica.

Attrici di fama assoluta, quali Lyda Borelli e Maria Melato, Tina Pini, Irma Gramatica, Elena Makowska, Diana Karenne; o ancora, la regina del varietà Anna Fougez, il soprano Rosina Storchio e personaggi controversi come Mata Hari, ritratta in costume di scena nel 1912.

Il volume concentra in un centinaio di capolavori la ritrattistica di Sommariva relativa a oltre venti artiste, con un taglio grazie al quale la storia della fotografia italiana dialoga con le vicende parallele del teatro, del cinema e del costume.
Emilio Sommariva nasce a Lodi nel 1883; poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce a Milano. Tra il 1897 e il 1899 segue i corsi all'Accademia di Brera: vuole diventare pittore e stringe salde amicizie nell'ambiente artistico milanese. Nel 1902 apre il suo primo studio fotografico con terrazza di posa per ritratti.

Subito è grande il successo come ritrattista, tanto da essere premiato nel 1911 con la medaglia d'oro alla Mostra di fotografia artistica di Roma e con diploma d'onore a quella di Torino, ove presenta i ritratti delle grandi interpreti teatrali.

Nel 1916 trasferisce lo studio nello storico Palazzo Spinola, sede della Società del Giardino, ove resterà fino al 1930.

Nel 1922 vince il primo premio all'Esposizione internazionale di fotografia artistica professionale di Londra, ancora con ritratti di attrici; seguono anni di grande fama e lavoro, culminati nel 1926 con il conferimento del brevetto di fotografo della Real Casa e con la partecipazione nel corso degli anni Venti ai Salon fotografici di Londra e nel 1929 a “The Third International Salon of the Pictorial Photographers of America” a New York. Nel 1938 gli viene ritirato il brevetto di fotografo perché non iscritto al partito fascista. L'autore muore a Milano nel 1956.

Nel 1979 la Biblioteca Nazionale Braidense acquista dagli eredi il suo archivio fotografico, ricco di oltre 2700 stampe originali e 45.000 negativi su lastre. La rilevanza dal punto di vista storico e artistico di questa raccolta è tale da attirare l'interesse degli studiosi: per rendere questo patrimonio fruibile al pubblico e salvaguardare il corpus delle lastre e delle stampe, la Braidense, su progetto di Giovanna Ginex, dal 2001 porta avanti un intervento di restauro, catalogazione e digitalizzazione delle immagini. L'intervento, ormai prossimo alla conclusione, ha il sostegno della Fondazione CARIPLO e del Ministero per i beni e le attività culturali. Fin d'ora gli studiosi possono accedere, sia in Braidense che in Mediateca, alla consultazione delle immagini già digitalizzate e corredate dalle schede catalografiche. La banca dati sarà successivamente resa disponibile in Internet.