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Sulla Scuola di Milano. Antonio Banfi e Valentino Bompiani nella cultura e nella società italiana dalla dittatura alla democrazia.

[08.09.2019]

Biblioteca Nazionale Braidense
Milano, via Brera 28 - Sala Maria Teresa

Inaugurazione della mostra
Giovedì 7 novembre ore 16.30
Durata:
8 novembre - 31 dicembre 2019
Orari: 9.00 - 13.30 dal lunedì al sabato - domenica chiusa.
Ingresso libero

Sulla Scuola di Milano. Antonio Banfi e Valentino Bompiani nella cultura e nella società italiana dalla dittatura alla democrazia.


La “Scuola di Milano” in mostra per i Giovani Pensatori
Una raccolta dei preziosi documenti della “Scuola di Milano”, raccolti e custoditi nella sede del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria, verranno esposti alla Biblioteca Braidense di Milano, uno dei luoghi e di studio e di incontro milanesi che negli anni Trenta ha assistito alla nascita del cenacolo filosofico di Antonio Banfi (Vimercate, 30 settembre 1886 - Milano, 22 luglio 1957), docente di Storia della filosofia e di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano. Oltre ai documenti saranno esposti, dal Fondo Banfi della Braidense, i volumi provenienti dalla biblioteca personale del filosofo, spesso con note di dedica dei suoi corrispondenti, libri e riviste dagli archivi storici della Biblioteca, esito dell’intensa attività di divulgazione culturale in cui Banfi e i suoi allievi si erano impegnati.
“Come immaginare la Scuola di Milano formatasi attorno e grazie al magistero banfiano?” – spiega Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della scienza presso l’Ateneo insubre e direttore scientifico del Centro Internazionale Insubrico – “Come una serie di differenti cerchi concentrici - che pure presentano poi i loro molteplici epicicli, deferenti e varie ecceità - mediante i quali la fecondità del razionalismo critico delineato da Banfi matura e feconda differenti ambiti di studio e di ricerca, consentendo a ciascun “allievo” di inseguire liberamente il proprio dèmone”. “Questo spiega” – continua il Professore – “perché la filosofia della cultura di Banfi sia stata allora in grado di inserire positivamente, entro il circolo culturale della riflessione contemporanea, differenti, nuove ed originali prospettive attinenti la sociologia, l’etnografia, la filosofia della scienza, la psicologia, la musica, la letteratura ed anche la poesia, riaprendo così il discorso estetico a nuovi scenari, mentre, al contempo, consente un profondo ed altrettanto originale ripensamento del problema pedagogico su temi diversi da quelli tradizionali”. “I grandi allievi banfiani degli anni Trenta” – conclude Minazzi - colsero perfettamente questo nuovo spirito che animava tutte le lezioni di Banfi e proprio grazie ad esso furono tutti guidati ad evadere dalle “morte gore” della provinciale cultura italiana, neoidealista e fascista, per guardare, con attenzione, a tutto quanto accadeva all’estero, negli stati europei, ma anche in quelli americani, russi, asiatici e cinesi”.

Sarà la Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano a ospitare dal 7 novembre al 31 dicembre la mostra Sulla Scuola di Milano. Antonio Banfi e Valentino Bompiani nella cultura e nella società italiana dalla dittatura alla democrazia: una selezione di documenti (manoscritti, libri, lettere, autografi della “Scuola di Milano” e molte foto di Antonia Pozzi) tratti dagli Archivi dei protagonisti della “Scuola di Milano” di Antonio Banfi e conservati presso il Centro Internazionale Insubrico. Tale rassegna è nata in collaborazione con la Casa Editrice Bompiani, nel novantesimo anniversario della fondazione, con la Biblioteca Nazionale Braidense, con la Fondazione Corrente, con l’Associazione Lalla Romano di Milano e con il Corso di Storia e storie del mondo contemporaneo dell’Università degli Studi dell’Insubria e verrà inaugurata giovedì 7 novembre 2019 alle ore 16,30 dagli stessi promotori. Interverranno James Bradburne (Direttore della Pinacoteca di Brera, Milano), Maria Goffredo (Direttrice della Biblioteca Nazionale Braidense), Beatrice Masini (Direttrice della Casa Editrice Bompiani), Angelo Tagliabue (Rettore UI), Fabio Minazzi (UI), Mario Andreose (già direttore editoriale della Casa Editrice Bompiani), Fulvio Papi (emerito Università degli Studi di Pavia) e Carlo Sini (emerito Università degli Studi di Milano, Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei). Accompagneranno questo momento inaugurale le Musiche per Antonia, Vittorio, e i luoghi dell'anima del Maestro Kingsley Elliot Kaye.

La mostra è composta di 12 pannelli narrativi e descrittivi ed altrettante bacheche contenenti un’ampia serie testimonianze scritte e visive che concorrono a delineare, seguendo un ordine cronologico, la storia di questo cenacolo filosofico intorno alla figura del Maestro: la formazione di Antonio Banfi, Banfi uomo di scuola, il razionalismo critico banfiano, la legge trascendentale del conoscere, il razionalismo critico quale neoilluminismo, l’apertura prospettica della Scuola di Milano, la formazione banfiana alla democrazia, il neo-realismo logico di Giulio Preti, Remo cantoni Enzo Paci e Dino Formaggio, la voce poetica e artistica di Antonia Pozzi, l’Archivio segreto di Antonio Banfi, attualità del razionalismo critico neoilluminista.

La mostra, inserita nelle attività formative dell’XI edizione del progetto universitario Giovani Pensatori, ideato e diretto da Fabio Minazzi con la collaborazione di Stefania Barile, sarà visitabile sino al 31 dicembre 2019, nei seguenti orari: dal lunedì al sabato. 9,00-13,30; domenica chiuso. Ingresso libero.

  • Comunicato stampa [pdf]